Un viaggio sorprendente nel pianeta misterioso dei nigeriani in Italia e della prostituzione nera. Un romanzo apparentemente lieve, politicamente scorretto, pulsante. Attraverso Jennifer, sua occasionale concubina, Franco si addentra nel mondo delle prostitute e delle mamàn, nelle regole delle afro-gang, negli strambi predicatori delle Pentecostal Church, nel traffico di droga, nei matrimoni combinati, fino ad organizzare azioni non propriamente legali che, paradossalmente, lo riscatteranno dalla sua grigia vita impiegatizia soffocata dai debiti e dalla frustrazione. Una visuale senza filtri su una realtà viva e palpitante, che tutti gli studi socio-antropologici di settore non potrebbero mai tratteggiare con altrettanta energia
Simpatico, spiritoso e un po’ gaglioffo, questo lieve romanzo ci fa entrare nel mondo poco conosciuto dei nigeriani in Italia, e naturalmente della prostituzione nera. Assai poco politicamente corretto e all’insegna di chi lavora è perduto, il protagonista mescola istanze di sinistra, o per meglio dire da centro sociale, con un amorale, per quanto ben indirizzato, spirito da rapinatore: si colpiscono solo banche, sfruttatori o meglio sfruttatrici.
Passiamo con lui dalle strade della provincia piemontese, dove si diletta di rapide fellatio, alla Torino di El Paso e del Gabrio, dal Nigerian Club a un improbabile e pentecostale “Chiesa dei fiumi del potenza”, dalle ben intenzionate e un po’ tristi case di accoglienza all’altrettanto ben intenzionata associazione “Parliamone insieme”, votata a salvare le prostitute e i loro clienti.
Sempre con lui ci aggiriamo per campi nomadi, per l’Emilia, per Catania e per la tristemente celebre Domiziana. Ci appare così di fronte il mondo delle madam e delle loro ragazze, dei bad boys, dei cultist e dei puré boys (i giovani stalloni delle madam), quello dei clienti delle prostitute nere, degli oyibò (i bianchi, in genere maturi, amanti delle nigeriane) e degli spiantati papagiro (che non avendo denaro, pur di star attorno alla prostitute si prestano a far loro mille servizi).
Entriamo in una festa di matrimonio nigeriana, così come assistiamo a una funzione religiosa con tanto di predicatore scatenato. Scopriamo che per un giovane nigeriano non c`è più bella carriera che quella di fare l`assistant pastor e aprirsi una propria chiesa... E mille altre cose, e tra le righe emergono anche storie e condizioni di vita drammatiche. Ma tutto è travolto dalla gioia di vivere.
Non sembra un testo poi così ingenuo, e l’autore, benché abbia scelto un registro fanfarone, conosce bene il mondo che descrive, con i suoi problemi. Senza parere, un piccolo trattato sociologico e antropologico (Comitato di lettura, Premio Calvino)
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